10 Dicembre 2009
13 Aprile 2009
Di respirare la stessa aria di un secondino non mi va
perciò ho deciso di rinunciare
alla mia ora di libertà
se c'è qualcosa da spartire
tra un prigioniero e il suo piantone
che non sia l'aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione
che non sia l'aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione.
È cominciata un'ora prima
e un'ora dopo era già finita
ho visto gente venire sola
e poi insieme verso l'uscita
non mi aspettavo un vostro errore
uomini e donne di tribunale
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci so stare
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci sono stare.
Fuori dell'aula sulla strada
ma in mezzo al fuori anche fuori di là
ho chiesto al meglio della mia faccia
una polemica di dignità
tante le grinte, le ghigne, i musi,
vagli a spiegare che è primavera
e poi lo sanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera
e poi lo scanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera.
Tante le grinte, le ghigne, i musi,
poche le facce, tra loro lei,
si sta chiedendo tutto in un giorno
si suggerisce, ci giurerei
quel che dirà di me alla gente
quel che dirà ve lo dico io
da un po' di tempo era un po' cambiato
ma non nel dirmi amore mio
da un po' di tempo era un po' cambiato
ma non nel dirmi amore mio.
Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d'obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni.
E adesso imparo un sacco di cose
in mezzo agli altri vestiti uguali
tranne qual'è il crimine giusto
per non passare da criminali.
C'hanno insegnato la meraviglia
verso la gente che ruba il pane
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame.
Di respirare la stessa aria
dei secondini non ci va
e abbiamo deciso di imprigionarli
durante l'ora di libertà
venite adesso alla prigione
state a sentire sulla porta
la nostra ultima canzone
che vi ripete un'altra volta
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
Per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
12 Gennaio 2009
MANIFESTAZIONE 17 Gennaio collettivounirc | 12 Gennaio, 2009 14:44 http://collettivounirc.noblogs.org/
Manifestazione
Nazionale a Roma, esprimere una posizione popolare nei confronti di un
massacro in piena regola, perpetrato da uno "stato" occupante ai danni
di civili inermi, è il minino che si possa fare, il grado zero della
democrazia, rimanere in silenzio e immobili dinnanzi ad un tentativo di
sterminio sistemico di un popolo, vuol dire legittimare ogni azione
futura contro il diritto alla vita e all'identità culturale
dell'individuo. Manifestare contro un'autorità che attraverso l'uso
della forza, e della sua superiorità tecnologica, con scientifica
meticolosità sta rendendo la vita impossibile a delle persone che da
generazioni vivono nella loro terra. Manifestare contro chi ha reso
possibile ad Israele di compiere impunemente atti vili, dalla prima
Nakba del 1948 fino all'attacco di questi giorni..
Sono passati più di sessant'anni, e la gente continua a vedersi privata
del diritto di muoversi liberamente nella propria terra, di coltivare,
di studiare, di lavorare... in poche parole di vivere
Il
17 Gennaio alle ore 15:00, da Piazza esedra in Roma partirà un corteo
di protesta per unire la voce popolare italiana a quelle del resto delmondo per chiedere la fine di un massacro 
04 Ottobre 2008
S.Lorenzo ore 18:54 del 18-05-08 Tra l'essere spicciolo, osservato di scorcio e l'essere intenso, scrutato in uno sguardo si mescolano intensità contrastanti si affacciano relazioni insondabili tra il momentaneo intendersi e il momento dell'intesa Si spalanca l'immensità di un turbamento H.2008
21 Settembre 2008
Fuggire... orfano di un onore sociale indesiderato "poche e profonde cose" contano sul fondale del vissuto contano senza enumerare nulla pesano nel sacco della quotidianità col quale si appesantisce la schiena del fuggiasco... Evadere... orfano della solitudine tante le situazioni sospese, tanto il peso di una rivelazione lieto il ritrovarsi limpido puro lo sguardo turchese che si affaccia nel presente Lasciarsi la strada, scorrere di lato campeggiando senza fretta in una piccola certezza Sintomi di solidità incerta ma intravista H. 2008
31 Luglio 2008
Parlare... Emettere suoni.. nel vano tentativo di comunicare in quel vano utilizzo di locuzioni.. appellativi, aggettivazioni, sempre più prive di senso Senso minimo di se stessi.. Sensazione fondamentale Non esiste la cominicazione senza la percezione di se.. la comunicabilità si azzera.. si annienta contro il nulla Sensazioni prive di senso.. scompare il vissuto si oblia il referente.. se il riferito non ha sostanza.. Mancanza costante Costante mancamento lacune incolmabili spazi di vuoto fatto rumore tra un detto e un riferito... Stimoli neurali sintetici Sensazioni epidermiche virtuali senza tono... flaccido senza forma... flaccido senza essenza... morto!!
06 Giugno 2008
Ci fosse latenza in un pensiero... si avrebbe il tempo di visionarlo, sondarlo e rivederlo. Ci fosse presenza di sè, nel dire... nel parlare afono di senso nell'espirazione articolata nell'espellere aria rumorosamente Ci fosse del pieno, nel vuoto di sè ci fosse in fondo qualcosa... oltre Fosse in fondo pieno quel chè, attorno cui tutto gira... foss'anche solo un grano più pesante del seplice nome... Credo di credere perchè.. fondamentalmente credo in Me! nel vuoto del vero
H.2008
04 Maggio 2008
Avvicinarsi, approssimarsi, autoistallarsi.. divenire; incrostazione di qualcosa superfetare.. non essere propaggine
Essere gemmazione di qualcosa, è un concetto labile se posto in essere nell'egoismo
03 Aprile 2008
Bene l'Italia sta pian piano riconquistando una sua internazionalità non tanto come nazione ma per quanto riguarda il suo territorio. Il convulsivo intento di collegare l'Italia ad una europeizzazione, attraverso le "grandi opere" o attraverso operazioni architettoniche, che permettano un dialogo diretto con altre realtà, si pensi al progetto per il waterfront di Reggio calabria,
(progetto di Zaha Hadid) che può a pieno titolo dialogare con il Guggenheim
di Bilbao (progetto di Frank Gehry), o alla conquista dell'EXPO 2015... opere
ed eventi che sicuramente hanno un sicuro seguito mediatico, economico e
commerciale. E' pur vero che un processo evolutivo della società italiana, che
punti al raggiungimento degli standard europei, può passare da situazioni come
quelle appena citate, ma non sono queste ad incentivare tale processo, non sono
queste a svolgere l'azione di volano socio-economico. Un processo di ammodernamento
del contesto italiano si deve costruire dal basso, mirando agli standard
europei non riguardanti gli skyline urbani, ma riguardanti la qualità della
vita; non è inoculando il germe della modernità tecnologica tout court, che si
ammoderna la mente della gente, lo stimolo deve necessariamente passare da un
uso consapevole dei territori, che devono essere visti come risorsa esauribile,
non come base speculativa; applaudire alle grandi iniziative come olimpiadi,
esposizioni, o grandi opere, quando a monte non c'è un substrato sociale attivo
e pronto a recepire la modernità al di fuori dai canoni del consumo e delle
mode importate; si risolve immancabilmente in quella serie di iniziative (alle
quali siamo ormai assuefatti) rovesciate dall'alto, un po' come i paoli che i
nobiluomini romani lanciavano sovente dalle finestre per chetare il popolino.. E' un po' ridicolo avere in una realtà come Reggio Calabria un'opera smisurata,
seppur interessante come il waterfront, quando solo da 4 anni a questa parte si
sta portando il metano... o quando il 33% circa della popolazione è precaria o
disoccupata, penso che la gente avrebbe più coscienza di essere europei se
avesse la possibilità di un lavoro e di avere il suo territorio sfruttato in
maniera costruttiva, e non umiliato e martoriato da mega discariche,
inceneritori, rigassificatori, turbogas e altre porcherie del genere. Penso,
che la gente al sud si sentierebbe più moderna, se non fosse costantemente
messa sotto al tacco dei caporali, e soffocati dal ricatto del lavoro, pagato
sistematicamente con un voto, a sua volta ripagato con la fame. Credo che al
sud potremmo sentirci più modernamente europei, se non continuasse a girare il
carosello dei miraggi, fatto di poli industriali assassini, di zone industriali
fantasma, di cattedrali nel deserto, di lavoro sommerso e di ecomostri.
05 Marzo 2008
Con occhio clinico osservo, l'amplesso verbale dell'infimo ciarlare... Il pavimento laido di assurdità divide il campo, l'aria pudica soffia... chi aspira fumi preconfezionati, distratto dalla cantilena altisonante dell'entità fluttuante che gli vegeta accanto cilindri candidi, di qualità purpurea, di cinerea fattura... Le due sponde livide supportano i discorsi, la polifonia semantica rimbalza.. chi armeggia per aspirare, attratto dal turchese sguardo fuggente dell'essere che gli vive dentro cilindri opachi, dichiarano la natura, la manuale fattura E' questione di sfumature sottili, sfuggenti, flebili... come chi osserva e chi vive E' la suggestione di differenze, leggere, quasi esangui, tenui come una fucilata in peno petto E' la differenza di una suggestiva questione vitale come tra chi osserva e chi si limita a guardare...
H.2008
03 Marzo 2008
Il semicandido beato, crocifigge la folla dal suo personale scorcio sul mondo... il semilibero pastore, s'indigna e scrive per la folla da buchi vetrati in movimento... il semi umano arringa i suoi simili dal semi circolo di quoio e legno il narcotizzato semipensante, socchiude le palpebre sul vetro elettrostatico... Sporgersi, sbracciarsi, urlare... gesti vani... contro cui dirigere quel dissenso muto quel narcolettico sdegno quel languido ritegno... del dire senza nulla riferire E' quindi il lento spegnersi e il costante convincersi dietro al rapido movimento di pupille insonni E' comunque il credere, come accettazione univoca E' quantunque il vivere, traguardando da un buco E' dovunque il vedere senza guardare e i buchi si espandono e le visioni si assomigliano le differenze si assottigliano e il vetro elettrostatico usurpa il primato alla serratura impudica e il punto di vista si allinea si contrae si squadra si inquadra E il semicandido prediligge il non guardare oltre, ciò che crocifigge e il semilibero comunica.. con la verve che in altri facilita la scomunica ... il semi umano si trasforma forgiando un nuovo calco partorendo un'altra norma il narcotizzato si desta, sgrana gli occhi e s'interroga prestando la vena al vero intoccabile, al giusto innegabile al puro intangibile... e flussa, esonda, impregna... arriva finalmente... l'agognata visione della verità in rapida infusione... H 2008
27 Febbraio 2008
Può ritornare.... il senso del disprezzo quel furore avvampante; che esplode sordo... Angoli di vita, nel cerchio dell'esistenza Stringhe soffocanti, costringenti Può tentare... il sentore del putrido quella dimensione melmosa quel vivere al limite il vivere fuori diaframmi esistenziali limpidi, flessibili...indistruttibili Può dissipare... la paura per l'ignorato la repulsione per il differenziato la fobia dell'educato... Attimi, contatti, brevi scorci di un mondo confinante, contingente, divergente visto a scorci, lembi sgualciti vissuto in pillole, frame, fotogrammi esperito... con miti slanci pupillari...
H.2008
24 Gennaio 2008
Limare...
impietosamente gli smussi individuali
portandoli all'orizzontalità...
Appiattire..
felicemente le asperità intenzionali
portando alla letrargia
L'ovvio diviene la linea unica
la traccia univoca
l'espressione afona
il senso vuoto..
d'un sussulto esistenziale inutile
H.2008
22 Gennaio 2008
Scuse... Paure..
Rantoli dispiaciuti
Il biascicare inutile di parole...
orbe di senso alcuno;
L'incapacità ricercata...
di soggiornare nella coerenza.
Rantoli inutili.. singhiozzi posticci
per celare il non compiuto
per non disvelare il non riuscito
per non accettare il sé fallito
Non biasimo..
Non giudico..
semplicemente...
non considero!
H.2008
18 Gennaio 2008
la perfezione del tempo fluido che scivola lesto non ha eguali
il respiro affannoso, le fauci avide d'aria
il torpore tiepido che segue
il timpano nel petto che scandisce il discacco..
come una corsa isterica
l'acciottolare di passi sul pavè
isteria silente... dopo
H.2008
11 Gennaio 2008
La vicinanza.. spesso,
non è indice di intimità..
c'è chi ti muore al piano di sopra
solo perchè...
pare male chiedere aiuto.
La vicinanza.. troppe volte
volge lo sguardo altrove
mostrando la faccia della diffidenza
celando il gusto dell'indifferenza
scivolando lenta nell'insofferenza
La vicinanza.. troppe volte,
è pura apparenza
una comune circostanza
una placida coincidenza
.. o solo semplice noncuranza..
H.2008
27 Dicembre 2007
Senza tono si spande, la liturgia del quotidiano
...manca il gusto, del vero
langue il reale, cedendo il passo al mito...
senza forza, vagano lascive, idee atrofizzate
...serve intenzionalità, pathos e coerenze
vedere chiaro, uscire senza anestetico..
aprire l'occhio.. schiudere il pensiero
agire...
H.2007
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